Descrizione Integratore alimentare/Integratori rinforzanti delle difese immunitarie.
Integratore alimentare contenente in base di magnesio, ferro, zinco, rame, selenio e molibdeno.
Ingredienti Citrato di magnesio, maltodestrina da mais, capsula in gelatina alimentare; antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi; gluconato ferroso, solfato di zinco, gluconato di rame, molibdato di sodio, selenio -L metionina.
Caratteristiche nutrizionali
| Tenore degli ingredienti caratterizzanti per dose giornaliera |
| Valori medi |
per 2 capsule |
%VNR* |
| Magnesio |
32 mg |
|
| Ferro |
10 mg |
71,4 |
| Zinco |
10 mg |
100 |
| Rame |
0,42 mg |
42 |
| Selenio-L metionina |
200 mcg |
|
| Molibdeno |
100 mcg |
200 |
*VNR: Valori Nutritivi di Riferimento.
Modalità d'uso Una capsula due volte al giorno, a digiuno da deglutire senza masticare né aprire.
Magnesio citrato
È un catalizzatore attivante numerosi processi enzimatici tra cui la properdina, le fosforilasi e la fosfatasi alcalina; ha un ruolo significativo nella glicolisi, stimola la fagocitosi e la formazione di anticorpi antitossici, interviene nella prevenzione di problematiche degenerative e neoplastiche.
Ferro gluconato
L’anemia è un disturbo molto frequente nei pazienti oncologici (dal 30 al 90% dei pazienti secondo diversi studi); essa si manifesta con astenia, tachicardia, cardiopalmo, svenimenti, dispnea da sforzo e si associa al peggioramento della qualità di vita ed alla riduzione della sopravvivenza. Le neoplasie possono indurre anemia attraverso diversi meccanismi, come ad esempio l’invasione del midollo osseo da parte delle cellule tumorali, la produzione di mediatori dell’infiammazione che inibiscono l’eritropoiesi o perdite ematiche dovute ad emorragie; in aggiunta i pazienti oncologici spesso soffrono di malnutrizione e vanno incontro a carenze nutrizionali che a loro volta causano anemia. La chemioterapia, a sua volta, induce anemia agendo a discapito dell’emopoiesi con una frequenza variabile a seconda dei farmaci utilizzati; inoltre è stato evidenziato che l’incidenza di anemia aumenta con il numero di cicli di trattamento. Nei pazienti affetti da NSCLC le combinazioni basate sul platino inducono frequentemente anemia a causa di una tossicità combinata (alterazione dell’emopoiesi midollare e riduzione della produzione di eritropoietina correlata a danno renale).
Zinco solfato monoidrato
Lo Zinco fa parte di oltre 200 complessi enzimatici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni, inclusa l’insulina, l’ormone della crescita e gli ormoni sessuali. L’organismo ne contiene da 1,4 a 2,5 g, immagazzinati per lo più nei muscoli, nei globuli rossi e in quelli bianchi. Lo Zinco è un catalizzatore, importante nel coadiuvare l’attività di numerosissimi enzimi; ha ruolo strutturale, rientrando nella composizione chimica dei domini proteici zinc-finger, utili alla regolazione dell’espressione genica; un ruolo regolatorio, intervenendo nella costituzione del doppio strato fosfolipidico di membrana, e contribuendo pertanto al network cellulare; un ruolo immunomodulatore, garantendo la corretta proliferazione e maturazione al livello timico della componente linfocitaria.
Rame gluconato
Svolge azione biocatalitica polivalente entrando in numerose reazioni biochimiche; entra come componente della citocromossidasi, enzima contenuto nei citocromi, che interviene nella fase terminale della catena respiratoria. Svolge un ruolo importante nei fenomeni di ossidoriduzione in rapporto con i gruppi SH. È fondamentale nella formazione dell’emoglobina, svolge azione catalitica verso l’insulina, favorisce l’attività biologica delle vitamine A, B e C, regola il metabolismo calcio-fosforo, come pure l’azione di varie ghiandole endocrine. Il Rame agisce soprattutto stimolando e attivando la funzione del sistema immunitario, favorisce la disintossicazione epatica e ne regola l’attività. Leriche ne promuove l’uso nelle forme cancerose e precancerose.
Sodio molibdato
Nell’uomo sono stati identificati tre enzimi che hanno assoluto bisogno di Molibdeno per il loro corretto funzionamento: la xantinaossidasi, che degrada l’ipoxantina in xantina e successivamente questa in acido urico; l’aldeideossidasi, enzima che riduce le aldeidi prodotte dal normale metabolismo intermedio e che serve anche a disintossicare il fegato dall’aldeide acetica prodotta durante il metabolismo dell’etanolo (assunzione di alcolici); e infine la sulfito-ossidasi, anch’essa a principale localizzazione epatica e che ossida gli ioni solfito a ioni solfato (meno tossici). Ha spiccate capacità antiossidanti, quindi protegge le cellule dall’invecchiamento. Sono in corso studi riguardo la capacità del Molibdeno di proteggere dai tumori all’esofago, aiuta l’organismo nell’attività di disintossicazione. Una carenza di Molibdeno sembra provocare, maggiore predisposizione ai tumori all’esofago, nausea, vomito, senso di disorientamento, asma.
Selenio-metionina
È l’analogo strutturale di un amminoacido essenziale, la metionina, in cui l’atomo di zolfo è sostituito da uno di selenio. Le caratteristiche biochimiche di metionina e selenio-metionina sono simili. La Selenio-metionina svolge attività epatoprotettiva. Prescritta a dosaggi bassissimi, è utilizzata soprattutto in neoplasie polmonari, epatiche o in tumori complicati da patologie degenerative. La molecola potenzia gli effetti antiossidanti e antiradicali liberi di vitamine e melatonina, e ha proprietà citostatiche. La sintesi con la metionina consente di utilizzare questi effetti positivi del selenio senza danni epatici. Sono numerosi gli studi clinici su varie patologie tumorali, in particolare i riscontri positivi sono più evidenti e numerosi nei tumori polmonari, prostatici e del colon.