La pelle umana si rinnova “totalmente” con cadenza praticamente mensile. Grazie a tale processo, le cellule morte dell’epidermide vengono sostituite da nuove cellule. Solitamente, le cellule che si distaccano non sono visibili a occhio nudo. Se, tuttavia, le nuove cellule si formano troppo rapidamente, quelle più superficiali si trovano ad aderire l’una all’altra senza separarsi. A partire da circa 500 cellule, questi “grumi” diventano visibili sul cuoio capelluto in forma di forfora.

Le cause della forfora sono molteplici. Spesso dietro a tale problema si nasconde una concomitanza di fattori diversi come lo stress, l’aria troppo secca del riscaldamento, un trattamento sbagliato o mutamenti climatici, che irritano la pelle e il cuoio capelluto alterandone il naturale equilibrio. Anche la predisposizione genetica può essere all’origine di un eccessivo rinnovamento delle cellule dell’epidermide. La conseguenza si mostra con una sgradevole pioggia sulle spalle e sugli abiti. La comparsa transitoria della forfora è un problema noto praticamente a tutti. Un fenomeno fastidioso ma innocuo che disturba più per fattori estetici che per motivi medici. Questo non toglie, tuttavia, che uomini e donne si adoperino in egual misura per liberarsene. Il problema colpisce infatti entrambi i sessi allo stesso modo.

La credenza più diffusa, peraltro falsa, attribuisce all’odioso problema della forfora un’origine legata alla mancanza di igiene. Si tratta invece del contrario. Un lavaggio troppo frequente dei capelli può peggiorare la disidratazione del cuoio capelluto e quindi aggravare il problema della forfora. Si tratta insomma di un circolo vizioso che spesso ha sugli interessati anche ripercussioni psicologiche.