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PHYSIC LEVEL 10 TONIC 20 BUSTINE

https://www.parafarmaciacravero.com/benessere/mente-e-umore/physic-level-10-tonic-20-bustine/14657.html

Per un'attività tonica e antiossidante.

PHYSIC LEVEL 10 TONIC 20 BUSTINE
-10%

Prezzo di listino  € 27,50

€ 24,75

24.75

Quantità: 

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Confezione da 20 bustine 8g

Physic Level 10

Indicazioni: Preparato utile per conservare l’integrità delle proteine muscolari; previene le infiammazioni da sforzo fisico intenso; regola e ottimizza la fisiologica funzione di riserva energetica a livello muscolare. Indicato in caso di affaticamento muscolare in caso di intenso e prolungato sforzo fisico, recupero post agonistico, fase di risoluzione e recupero di traumi, aumento della massa magra.


Ingredienti
L-arginina; l-cisteina; l-glutammina; l-metionina; l-carnitina; l-leucina; l-isoleucina; l-vaina; creatina monoidrato; taurina; carnosina; inositolo; vitamina C; acido α-lipoico; coenzima Q10; vitamina B3 (niacina); vitamina E; zinco; vitamina B5 (ac. pantotenico); vitamina B6 (piridossina); vitamina B2 (riboflavina); vitamina B1 (tiamona); rame gluconato; acido folico; biotina; cromo picolinato; selentio proteinato; vitamina B12 (cianocobalamina).

Modalità d'uso
Una o due bustine al giorno, da far sciogliere in un bicchiere d'acqua.

AssociazioniARL, Condralgin, Osteocart, Bineuralgin, Mialgin, Algiplus gtt, Algiplus cpr, Algiplus crema, Enalgin, Enalgin flash, Biopor, Rachialgin, Periartralgin, Coxalgin, Gonalgin.

Avvertenze
Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni di età. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata. Non superare la dose giornaliera raccomandata. Per donne in gravidanza o in allattamento e bambini si raccomanda di sentire il parere del medico.

Conservazione
Conservare in luogo fresco e asciutto lontano da fonti di calore.

Caratteristiche nutrizionali

  
per 1 bustina
%RDA
L-Arginina
500 mg
/
L-Cisteina
250 mg
/
L-Glutammina
250 mg
/
L-Metionina
250 mg
/
L-Carnitina
250 mg
/
L-Leucina, L-Isoleucina, L-Vaina
250 mg
/
Creatina monoidrato
250 mg
/
Taurina
250 mg
/
Carnosina
100 mg
/
Inositolo
100 mg
/
Vitamina C
90 mg
112,5%
Acido α-Lipoico
25 mg
/
Coenzima Q10
20 mg
/
Vitamina B3
18 mg
112,5%
Vitamina E
15 mg
125%
Zinco
15 mg
150%
Vitamina B5
6 mg
100%
Vitamina B6
2 mg
142,8%
Vitamina B2
1,6 mg
114,3%
Vitamina B1
1,4 mg
127,3%
Rame Gluconato
1 mg
100%
Acido Folico
200 mcg
100%
Biotina
50 mcg
100%
Cromo Picolinato
50 mcg
125%
Selentio Proteinato
25 mcg
45,4%
Vitamina B12
1 mcg
40%


Formato
20 buste da 8 g. Peso netto 160 g.

L-arginina

L’arginina è un amminoacido semiessenziale nonchè precursore dell’Ossido Nitrico (NO); la via metabolica arginina/NO svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della fisiologica funzionalità dello strato epiteliale interno dei vasi sanguigni e di conseguenza, influisce positivamente sulla regolazione della pressione sanguigna. Pertanto, il giusto apporto di arginina, quindi di ossido nitrico, determina una risposta circolatoria ottimale agli stimoli di vasodilatazione e vasocostrizione, rappresenta quindi un possibile mezzo utile nel trattamento dei pazienti affetti da malattie coronariche e vasculopatie sistemiche. L’arginina aiuta ad eliminare inoltre, l’ammoniaca prodotta come scarto metabolico. In condizioni normali il nostro organismo riesce a produrre arginina a sufficienza nei reni e in minore misura nel fegato. Le più ricche fonti alimentari di arginina sono costituite dalle proteine animali e vegetali, dai prodotti caseari, dalla carne, dal pollame, dal pesce e dalle noci. Studi scientifici hanno messo in luce come l’arginina possa avere un ruolo determinante nella riparazione delle ferite: ciò può essere dovuto al suo ruolo nella produzione di L-prolina, un importante amminoacido essenziale per la sintesi del collagene.

L-cisteina

La L-cisteina è un aminoacido non essenziale presente in molti alimenti ad alto contenuto proteico, tra cui salumi, pollame, uova, latticini, proteine del siero di latte, ricotta, formaggi e carni. Si trova anche nei cibi vegetariani, come il peperone rosso, l’aglio, i broccoli, i cavoli di Bruxelles, l’avena, il muesli e i germi di grano. La funzione principale della cisteina è quella di promuovere la salute del rivestimento dello stomaco e dell’intestino, favorendo di conseguenza l’assorbimento delle proteine essenziali introdotte con la dieta. La L-cisteina è utile anche come antinfiammatorio, protegge l’organismo dalle aggressioni delle tossine e funge inoltre da sostegno del trattamento dell’osteoartrite e dell’artrite reumatoide. I sintomi caratteristici di una moderata carenza di cisteina sono la difficoltà ad aumentare di peso e i bassi livelli di proteine essenziali nel sangue. Gravi carenze sono invece contrassegnate dalla depigmentazione dei capelli, da una fatica estrema, da debolezza, danni al fegato, perdita di muscolo e di grassi nonche lesioni cutanee.

L-glutammina

La glutammina è l’amminoacido più abbondante del corpo umano. La sua sintesi avviene principalmente nel tessuto muscolare a partire dagli aminoacidi arginina, ornitina e prolina. All’interno del nostro organismo, la glutamina interviene nella detossificazione da ammoniaca in quanto funge da trasportatore di gruppi amminici, in grado di attraversare le membrane cellulari. La glutammina entra cosi nel circolo sanguigno e raggiunge il fegato. All’interno dei mitocondri epatici libera il suo gruppo amminico che viene convertito in NH 4+ o ione ammonio, escreto poi attraverso l’urina. La glutammina gioca un ruolo fondamentale anche a livello immunitario, dove riveste un ruolo di supporto energetico nelle cellule destinate alla rapida moltiplicazione come i linfociti e i macrofagi. La glutammina esercita inoltre un ruolo di stimolo dell’attivita cerebrale, essendo in grado di penetrare la barriera emato-encefalica e di entrare nel cervello dove viene convertita in glutammato, il più importante e diffuso neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale. Tale amminoacido inoltre favorisce l’aumento di volume delle cellule muscolari promuovendovi l’ingresso di acqua, aminoacidi e altre sostanze con conseguente aumento della massa muscolare. Notevole la sua attività antiossidante.

L-metionina

La metionina (L-metionina) è un amminoacido essenziale; è l’unico di questa tipologia di amminoacidi a contenere zolfo nella sua formula. Essa è contenuta in diversi alimenti come l’albume dell’uovo, il latte vaccino, i formaggi, la carne bovina, le proteine isolate della soia ecc. Le funzioni della metionina sono numerose; partecipa ai processi di sintesi di varie sostanze tra le quali si enunciano la carnitina, la cisteina, la cistina, la creatina, la taurina, la lecitina, la colina, la vitamina B12. La metionina è inoltre una sostanza in grado di promuovere la metabolizzazione dei lipidi. Grazie alla metionina inoltre, il corpo umano amplifica le sue possibilità depurative favorendo di conseguenza lo smaltimento di sostanze tossiche per l’organismo come molti metalli e in particolare il mercurio.

L-carnitina

La L-carnitina è un composto vitamino-simile presente soprattutto nella carne e nei prodotti caseari. Viene sintetizzato nel fegato a partire da alcuni amminoacidi quali la metionina e la lisina e si ritrova per circa il 95% nelle cellule muscolari. La principale funzione della carnitina è quella deputata al trasporto degli acidi grassi all’interno delle cellule, in modo che questi vengano utilizzati come energia dai mitocondri cellulari. Diversi studi hanno messo in evidenza come la carnitina favorisca la combustione dei grassi e si è constatato inoltre, che una carenza di tale sostanza determini una minore produzione di energia e un aumento del tessuto adiposo. E’ ormai ben noto che la L-carnitina favorisce la riduzione del colesterolo ematico e, grazie a tale capacità di convertire i grassi a scopo energetico, se utilizzata in ambito sportivo favorisce senza dubbio il miglioramento delle prestazioni atletiche. Altra importante funzione della Lcarnitina è quella di fungere da vasodilatatore nei tessuti periferici, garantendo quindi la possibilità di aumentare il flusso ematico regionale e la distribuzione dell’ossigeno. Numerosi studi hanno dimostrato i benefici dell’assunzione di integratori di carnitina per la perdita di peso.

L-leucina – L-isoleucina – L-valina

La leucina, l’isoleucina e la valina sono tre amminoacidi essenziali che l’organismo utilizza anche a scopo energetico. A tal proposito, se vengono assunti almeno 40 minuti prima dell’attività sportiva, contrastano la degradazione delle proteine muscolari e ritardano anche la comparsa del senso di affaticamento. La riduzione della comparsa del senso di affaticamento può essere spiegata alla luce del fatto che, sia tre amminoacidi, che il triptofano raggiungono il cervello mediante gli stessi canali d’accesso. Il triptofano, una volta giunto nel cervello, viene trasformato poi in serotonina, un neurotrasmettitore che fornisce l’input dello stato di affaticamento. Maggiore è il triptofano nel cervello, maggiore sarà la produzione di serotonina e di conseguenza il senso di affaticamento. La leucina, l’isoleucina e la valina tendono a competere con il triptofano, ne ostacolano quindi l’ingresso e rallentano l’insorgere del senso di affaticamento. La valina (C5H11NO2) svolge le sue principali funzioni nel coordinamento muscolare, nella concentrazione e nelle funzioni nervose. L ’isoleucina (C6H13NO2) è importante per la regolazione dell’emoglobina, ed è implicata nella sintesi proteica. La leucina (C6H13NO2) svolge un fondamentale ruolo plastico al livello muscolare, stimolando la sintesi proteica.

Creatina monoidrata

La creatina monoidrata è cosi chiamata in quanto al suo interno ogni molecola di creatina è associata ad una molecola d’acqua, da cui il termine “creatina monoidrata”. La creatina è una molecola che viene naturalmente sintetizzata dal nostro organismo a partire da aminoacidi introdotti attraverso l’alimentazione. Si presenta in forma di polvere granulosa, bianca, insapore, inodore. E’ presente direttamente in alcuni alimenti come la carne rossa e il pesce (4-5 grammi per kg). Parliamo di una sostanza naturale che introduciamo quotidianamente mediante la nostra dieta. Funziona da carburante per i nostri muscoli apportando energia per le contrazioni muscolari. Come accennato in precedenza la creatina è sintetizzata da tre aminoacidi: glicina, arginina e metionina. Parliamo di un prodotto azotato alla pari delle proteine. Il 95% della creatina è immagazzinata nei muscoli scheletrici sotto forma di creatin-fosfato. La creatina gioca un ruolo davvero fondamentale nella sintesi dell’ATP. L’ATP è il carburante dei processi energetici di tipo anaerobico alattacido. Fornisce un tipo di energia immediatamente disponibile. La quantità di creatina presente nelle fibre muscolari determina di conseguenza la durata dello sforzo che può essere prodotto. Un’integrazione di creatina aumenta l’energia disponibile.

Taurina

La taurina è considerata un amminoacido anche se non possiede il caratteristico gruppo carbossilico (COOH) ma il gruppo SO3H; è abbondantemente immagazzinato all’interno del tessuto muscolare, discrete quantità sono presenti inoltre, nel cervello e nel cuore. La sua sintesi avviene nel fegato con l’ausilio della vitamina B6 e l’unione di due amminoacidi, L-cisteina e la L-metionina. Riveste un ruolo considerevole nelle normali funzioni di cervello, cuore, colecisti, occhi e sistema vascolare; è un importante componente degli acidi biliari nonchè, è dotato di uno straordinario potere ipocolesterolemizzante. Ha proprietà anticataboliche, antiossidanti, anabolizzanti, aumenta il volume cellulare. Da alcuni studi è emerso che la taurina è dotata di un’azione simile a quella dell’insulina, in quanto migliora il trasporto del glucosio e di alcuni amminoacidi. Una carenza di taurina potrebbe presentarsi per lo più in soggetti vegetariani, che con il loro regime dietetico sono impossibilitati nel rifornirsi di taurina e negli atleti, che con l’intenso esercizio fisico depauperano la taurina presente nei muscoli, tendono a disperderla attraverso il sudore e l’urina.

Carnosina

La carnosina è una molecola costituita da due aminoacidi, la balanina e l’istidina, è presente in buona quantità nel tessuto muscolare dove regola alcuni processi metabolici legati alla produzione dell’energia. Le fibre muscolari bianche normalmente contengono quantitativi maggiori di carnosina rispetto a quelle rosse e i livelli della stessa decadono con il passare degli anni, con una perdita del 63% passando dai 10 ai 70 anni. I primi studi scientifici condotti sulle proprietà della carnosina hanno messo in evidenza le sue spiccate proprietà antiossidanti, ovvero è in grado di ridurre i danni provocati dalla produzione dei radicali liberi, in quanto migliora la funzionalità della membrana cellulare. In tal senso, la carnosina opera in stretta sinergia con altri micronutrienti ad azione antiossidante (betacarotene e vitamine E e C). Il miglioramento della funzionalità delle membrane cellulari fa si che queste ultime risultino meno sensibili all’attacco dei radicali liberi, che altrimenti nel tempo produrrebbero un effetto degenerativo sulla membrana stessa. La carnosina inoltre, è in grado di controllare i livelli di calcio nelle cellule del miocardio, migliorando quindi la funzionalità cardiaca. Tale molecola per di più è in grado di “tamponare” l’acido lattico prodotto sotto sforzo muscolare legandosi all’acido lattico, in particolare alla molecola dell’idrogeno dell’acido, stabilizzando così il pH intracellulare. La carnosina inoltre gioca un ruolo fondamentale nell’aumentare la produzione di ATP (processo noto come fosforilazione ossidativa), attivando un enzima che aumenta la velocità di produzione dell’energia e la funzionalità delle miofibrille (che sono la parte contrattile delle fibre muscolari).

Inositolo

L’inositolo è considerato un nutriente vitamino-simile, una sostanza essenziale per l’organismo, il quale è in grado di auto-produrlo e di andarlo ad affiancare poi a quello di origine alimentare. Il giusto apporto giornaliero di inositolo viene peraltro assicurato dalla sua ampia diffusione in molti alimenti. Le sue più cospicue fonti alimentari sono rappresentate infatti dalla crusca, dai cereali integrali, dal germe di grano, dal lievito di birra, dagli agrumi, dalle carni in genere e in modo particolare dal fegato. Quest’ultimo rappresenta l’organo chiave deputato alla sua sintesi endogena, azione, questa, condivisa con il rene. Diversi studi condotti su animali hanno mostrato che la vitamina B6, l’acido folico, l’acido pantotenico e il PABA hanno anche un’associazione di attività molto stretta con l’inositolo. L’inositolo è attivo nelle membrane cellulari e agisce anche al livello del sistema nervoso, come messaggero. Efficace inoltre, nello stimolare la produzione di lecitina nell’organismo. I grassi vengono trasferiti dal fegato alle cellule con l’ausilio della lecitina; l’inositolo, quindi, contribuisce al metabolismo dei grassi e aiuta di conseguenza a tenere sotto controllo il tasso di colesterolo ematico. In combinazione con la colina, impedisce l’indurimento dei grassi nelle arterie e protegge il fegato, i reni e il cuore. E’ stata inoltre convalidata la sua efficacia nella regolazione della fisiologica funzionalità delle cellule cerebrali. Elevate concentrazioni di inositolo si trovano anche nei nervi del midollo spinale, nel cervello e nel fluido cerebro-spinale. E’ necessario per la crescita e la sopravvivenza delle cellule del midollo osseo, per le membrane oculari e per gli intestini. Riveste un ruolo importante anche per la crescita dei capelli e può prevenire il loro sfibramento e la calvizie.

Vitamina C

La vitamina C è il principale antiossidante dell’organismo. Quantità ottimali di vitamina C proteggono efficacemente il sistema cardiovascolare contro l’ossidazione biologica. La vitamina C è anche un cofattore per una serie di enzimi importanti per un più efficiente metabolismo del colesterolo, dei trigliceridi e di altri fattori di rischio. L’attività antiossidante della vitamina C è rilevante e sembra giocare un ruolo determinante nell’efficacia cardioprotettiva della vitamina.

Acido lipoico

L’acido lipoico, conosciuto anche come acido tioctico, è coinvolto in numerose reazioni vitali che producono energia per l’organismo. Studi recenti hanno dimostrato un’evidente proprietà antiossidante di tale componente, svolta soprattutto a livello mitocondriale. Tale attività antiossidante è giustificata, nello specifico, dalla riduzione dei livelli di alcuni markers coinvolti nello stress ossidativo nonché mediante la ricircolazione di altri componenti antiossidanti fisiologici, quali le vitamine E e C, l’ubichinone e il glutatione. Esso esercita azione protettiva nei confronti di danni dovuti ad insulti tossici di natura chimica e radiologica. L’acido lipoico può risultare utile, inoltre, in alcune condizioni neurodegenerative mediante le sue proprietà immunomodulanti. E’ stata segnalata una sua azione nel rallentare l’invecchiamento cerebrale e, in generale, i processi di senescenza.

Coenzima Q10

Il Coenzima Q, chiamato anche ubichinone (o vitamina Q) è una molecola organica, piu precisamente un benzochinone con una catena laterale isoprenica molto lunga; è molto diffuso in natura, ed è presente nei cereali, carne, pesce, oli vegetali, germe di grano e soia. Le catene laterali lo rendono molto lipofilo; è presente infatti nelle membrane biologiche, soprattutto quelle mitocondriali ed è simile come struttura alla vitamina K e alla vitamina E. Si possono distinguere vari tipi di coenzima Q a seconda del numero di unità isopreniche nella catena laterale. Nei mitocondri umani il tipo di CoQ maggiormente frequente è il Q10. Negli organismi, il CoQ10 partecipa alle reazioni redox e a seconda dello stato di ossidazione può essere presente in tre forme: una ossidata, una intermedia semi-chinonica e una forma ridotta. Esso svolge un’azione fondamentale nella produzione di energia, inoltre esplica azione antiossidante e protettiva nei confronti dei radicali liberi. E’ un trasportatore di idrogeno, un importante antiossidante liposolubile nella pelle, agisce contro i perossidi che danneggiano il collagene e l’elastina e quindi contrasta la perdita di elasticità e la formazione di rughe. Il CoQ10 inoltre, in diversi studi scientifici ha dimostrato come la sua presenza determini un aumento della forza pompante del cuore in soggetti con insufficienza cardiaca congestizia. Il coenzima Q10 è stato inoltre somministrato a pazienti affetti da cancro con risultati brillanti; valido anche nella distrofia muscolare e nell’angina pectoris. Le reazioni chimiche che portano alla produzione di coenzima Q10 sono complesse e dipendono da molti altri nutrienti essenziali (vitamine e altri cofattori), una loro carenza implica una diminuzione della produzione del coenzima Q10. Sebbene il coenzima Q10 sia sintetizzato nelle nostre cellule, la sua sintesi diminuisce con l’invecchiamento o con la malnutrizione o con alcuni farmaci o con le malattie croniche. Le stesse statine usate per abbassare il tasso di colesterolo, possono ridurre i tassi di coenzima Q10 in quanto bloccano l’HMG-CoA riduttasi, che interviene anche nella sintesi di coenzima Q10: quando questo accade, la sua assunzione mediante integratori alimentari diventa di fondamentale importanza.

Vitamina B3 (niacina)

La vitamina B3 è una vitamina idrosolubile appartenente al cosiddetto complesso vitaminico La vitamina B3 viene anche chiamata niacina; con il termine niacina in realtà si indicano due sostanze: l’acido nicotinico (che sarebbe la niacina propriamente detta) e la nicotinammide (anche niacinammide). La vitamina B3 agisce biologicamente sotto forma di due coenzimi, la NAD (nicotin adenin dinucleotide) e la NADP (nicotin adenin di nucleotide fosfato). La vitamina B3 è implicata in diversi importanti processi quali, per esempio, il metabolismo energetico, la sintesi del DNA e il funzionamento del sistema nervoso. La vitamina B3 presenta caratteristiche di stabilità decisamente superiori ad altre vitamine del complesso vitaminico B, essendo resistente al calore, all’ossidazione e alle basi. Viene assorbita a livello intestinale, dopo un processo di idrolisi, sotto forma di nicotinammide e acido nicotinico; tali sostanze vengono poi cedute ai vari tessuti. Viene immagazzinata soprattutto a livello epatico. Oltre che per via alimentare, la vitamina B3 può essere sintetizzata a partire da uno degli aminoacidi essenziali, il triptofano. La vitamina B3 in eccesso viene escreta per via renale. La quantità di niacina presente nell’organismo può venire ridotta da un introito eccessivo di carboidrati oppure in seguito all’assunzione di farmaci antibiotici; anche il fumo di sigaretta ne determina un minor assorbimento. Essa è presente in molti alimenti, anche se in alcuni di essi è presente sotto una forma non disponibile. Gli alimenti che si contraddistinguono per i loro cospicui quantitativi di vitamina B3 sono: lievito di birra (secco); crusca di frumento, fegato (soprattutto equino e suino), arachidi (tostate), acciuga, pollo, fagiano, tacchino e tonno. La vitamina B3 ha riconosciuti effetti ipolipemizzanti (l’assunzione in dosi elevate diminuisce i livelli plasmatici di colesterolo LDL e trigliceridi e alza quelli di colesterolo HDL). Un’integrazione di vitamina B3 può risultare necessaria in determinate situazioni quali, persone anziane, soggetti che svolgono professioni particolarmente faticose o che praticano intensa attivita sportiva, soggetti colpiti da malattie croniche logoranti, persone con ustioni estese o con lesioni di particolare gravità, soggetti che abusano di alcool o sostanze stupefacenti.

Vitamina E

La vitamina E è uno dei principali antiossidanti liposolubili. Protegge le membrane delle cellule del sistema cardiovascolare dai radicali liberi. Assunta in quantità ottimali, può prevenire l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL). Un effetto riscontrato della vitamina E è quello di limitare l’iperaggregabilità delle piastrine. 

Zinco

Lo zinco fa parte di oltre 200 complessi enzimatici ed è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni, inclusa l’insulina, l’ormone della crescita e gli ormoni sessuali. Lo zinco presente nel nostro organismo lo si trova per lo più immagazzinato nei muscoli, nei globuli rossi e in quelli bianchi. Le fonti alimentari di zinco sono: pesce, carne rossa, cereali, legumi e frutta secca. Lo zinco dei vegetali è meno disponibile poichè legandosi all’acido fitico può formare un complesso insolubile che non viene assorbito. Le carenze di zinco sono in realtà poco frequenti e sono caratterizzate da alterazioni cutanee, diarrea, perdita dei capelli, disturbi mentali e infezioni ricorrenti a causa dell’indebolimento delle funzioni immunitarie. Lo zinco rappresenta un componente fondamentale di molti enzimi implicati nel metabolismo energetico. Ha proprietà antiossidanti, favorisce il normale funzionamento della prostata e partecipa alla crescita e al differenziamento cellulare; stimola inoltre la rigenerazione dei tessuti. Lo zinco svolge attività immunomodulatoria e antiossidante.

Vitamina B5 (ac. pantotenico)

La vitamina B5, o acido pantotenico è una vitamina idrosolubile, instabile al calore e che viene distrutta da acidi e basi. Risulta essere essenziale ai fini del metabolismo di carboidrati, grassi e proteine e gioca un ruolo fondamentale nella sintesi di ormoni e colesterolo. Il termine pantotenico deriva dalla parola greca pantos che significa “ovunque”, in allusione al fatto che si tratta di una sostanza che è possibile trovare in un’ampia gamma di alimenti. Ne sono ricchi i funghi essiccati, il lievito di birra, le uova, il fegato di ovini, bovini e suini, il germe di grano, le arachidi, ecc. Una dieta equilibrata è sufficiente a fornire il giusto fabbisogno di acido pantotenico; generalmente infatti non è necessario, in soggetti sani, ricorrere ad alcun tipo di integrazione di questa sostanza. Diversamente invece, nel caso di coloro che abusano di alcool, sostanze stupefacenti oppure fumano; questi soggetti possono avere problemi di carenza di vitamina B5 perchè alcool, fumo e sostanze stupefacenti inibiscono l’assorbimento di tale vitamina. Un’integrazione di vitamina può inoltre essere considerata in particolari categorie di soggetti come le persone anziane, gli sportivi o coloro che svolgono professioni particolarmente pesanti o anche soggetti con malattie croniche logoranti oppure ancora, reduci da interventi. L’acido pantotenico promuove la crescita e lo sviluppo dell’organismo e favorisce l’utilizzazione degli alimenti a scopo energetico. Alcuni studi hanno cercato di evidenziare gli effetti positivi della vitamina B5 come sostanza antistress e antinvecchiamento, come cicatrizzante e come coadiuvante nella cura di artrite reumatoide, distrofia muscolare ed epatite.

Vitamina B6 (piridossina)

La piridossina, il piridossale e la piridossamina (e i corrispondenti esteri 5’ fosfati tra cui il piu noto e il piridossalfosfato) sono le forme con cui si presenta la vitamina B6. Le forme della vitamina B6 sono stabili al calore soprattutto in ambiente acido, ma vengono decomposte dalla luce o da sostanze ossidanti. Sembra che l’assorbimento della vitamina B6 avvenga a livello del digiuno tramite un processo di diffusione passiva. Le tre forme della vitamina, tuttavia, si possono trovare negli alimenti sotto forma di esteri 5’-fosfati i quali vengono sottoposti ad un processo di idrolisi energiadipendente. Dalle cellule dell’epitelio intestinale la vitamina passa nel sangue ove si puo trovare legata all’albumina oppure all’emoglobina (in quest’altro caso si trova all’interno dei globuli rossi). Gran parte della vitamina viene depositata nel fegato, dove viene immagazzinata, previa fosforilazione e da esso viene rilasciata, in forma defosforilata e ceduta ai tessuti, dove viene rifosforilata. La vitamina B6 non immagazzinata viene eliminata con le urine dopo essere stata ossidata, da un’ossidasi dipendente da FAD, ad acido 4-piridossico. La piridossina viene trasformata in piridossale e/o piridossamina le quali, una volta fosforilate, costituiscono la forma biologicamente attiva della vitamina B6, funzionando come coenzimi. Le reazioni in cui queste due sostanze sono coinvolte, riguardano sia il metabolismo degli amminoacidi che di vari altri composti. La vitamina B6 trova coinvolgimento in diverse vie, tra cui la transaminazione o decarbossilazione degli amminoacidi, la deaminazione ossidativa delle ammine e le reazioni di racemizzazione. La vitamina B6 espleta le sue funzioni anche nel metabolismo del triptofano, con trasformazione dell’acido xanturenico in acido nicotinico, nel metabolismo lipidico, con trasformazione dell’acido linoleico in acido arachidonico e formazione degli sfingolipidi (evento importante per la produzione di guaine mieliniche) nonchè, glicogenolisi, in quanto è il coenzima della glicogeno fosforilasi. La vitamina B6 partecipa alla sintesi di vari neurotrasmettitori ed è in grado inoltre di attenuare l’azione degli ormoni steroidei, per la sua capacità di legarsi ai loro recettori; regola inoltre, il tono dell’umore.

Vitamina B2 (riboflavina)

Viene assorbita nell’intestino tenue e trasportata nel fegato e in altri tessuti, dove si trasforma in coenzima Flavinmononucleotide (FMN) e Flavindinucleotide (FAD) intervenendo in reazioni di ossidoriduzione importanti nel quadro metabolico energetico cellulare. La riboflavina viene assorbita nell’intestino tenue, si lega alle proteine plasmatiche e trasportata nel fegato e in altri tessuti, dove si trasforma nei coenzimi poc’anzi menzionati FMN e FAD intervenendo in reazioni di ossidoriduzione importanti nel quadro metabolico energetico cellulare. E’ molto diffusa sia negli alimenti di origine vegetale che animale. Vegetali a foglia verde, lievito di birra, fegato, reni e cuore, uova e latte sono ricchi di vitamina B2. E’ idrosolubile, quindi l’uso eccessivo di acqua o la cottura prolungata dei vegetali ne determinano una notevole perdita. La carenza di riboflavina, rara nel nostro paese, determina un arresto della crescita, dermatiti, lesioni ai bordi delle labbra e patologie oculari. L’eccesso di vitamina B2 viene eliminato con le urine.

Vitamina B1 (tiamina)

E’ una vitamina idrosolubile che in acqua forma soluzioni debolmente acide e che, in tali condizioni, ha una buona stabilità sia al calore che all’ossidazione, si inattiva però rapidamente se il pH è alcalino. La tiamina, una volta assunta con gli alimenti, si presenta nell’intestino in forma libera o come fosfoestere, nel qual caso viene poi sottoposta ad idrolisi dalle fosfatasi. La vitamina B1 prende parte alla trasformazione dei carboidrati (del glucosio, nello specifico) in energia, favorisce la trasmissione degli impulsi muscolari, protegge i globuli rossi, il cuore e il sistema nervoso. Viene pertanto considerata come “la vitamina dell’umore e dell’energia”, è presente in piccole quantità in quasi tutti gli alimenti anche se maggiori concentrazioni sono state rilevate nella carne di maiale, nella crusca, nel germe del grano, nella pula (la pelle) del riso. E’ di fondamentale importanza per la crescita regolare dei bambini, in quanto migliora i toni muscolari e ha benefici effetti sulle capacità intellettive e di apprendimento e agisce in modo positivo sull’emotivita. Sovradosaggi di zuccheri e fumo tendono ad ostacolare il suo assorbimento. La carenza di Vitamina B1 (tipica nelle popolazioni asiatiche che si alimentano principalmente di riso brillato, cioe privo del rivestimento esterno) si contraddistingue da una sintomatologia come: debolezza diffusa, magrezza, disturbi a carico dell’apparato digerente, urinario e cardiovascolare, confusione e eccessiva irritabilità. 

Rame gluconato

Svolge azione biocatalitica polivalente entrando in numerose reazioni biochimiche; entra come componente della citocromossidasi, enzima contenuto nei citocromi, che interviene nella fase terminale della catena respiratoria. Svolge un ruolo importante nei fenomeni di ossidoriduzione in rapporto con i gruppi SH. E’ fondamentale nella formazione dell’emoglobina, svolge azione catalitica verso l’insulina, favorisce l’attività biologica delle vitamine A, B e C, regola il metabolismo calcio-fosforo, come pure l’azione di varie ghiandole endocrine. Il Rame agisce soprattutto stimolando e attivando la funzione del sistema immunitario, favorisce la disintossicazione epatica e ne regola l’attività. Leriche ne promuove l’uso nelle forme cancerose e precancerose.

Acido folico

L’acido folico, o vitamina B9, e presente nei cereali, nel lievito di birra, nel fegato, nelle foglie (da cui l’attributo “folico”) e in particolar modo negli spinaci. Dopo essere stato assorbito a livello intestinale, l’acido folico viene attivato dal fegato, che lo trasforma in acido folinico, lo distribuisce ai vari tessuti o, eventualmente, lo deposita come riserva. Più che di acido folico sarebbe corretto parlare di folati, dal momento che esiste un’intera famiglia di sostanze con struttura e attività biologica analoga a quella della classica vitamina B9. Durante l’assorbimento intestinale queste provitamine vengono ridotte nella loro forma più semplice, chiamata, appunto, acido folico. La vitamina B9 è essenziale alla vita dell’uomo e di molti altri organismi, anche particolarmente semplici come i batteri. Questa sostanza, intervenendo nella sintesi degli acidi nucleici, è infatti molto importante per la crescita e la riproduzione cellulare. L’acido folico e i suoi derivati partecipano alla sintesi di emoglobina e di alcuni amminoacidi, come la metionina e l’acido glutammico. Sono molto importanti per la crescita, per la riproduzione e per il buon funzionamento del sistema nervoso. Insieme alla vitamina B12, con la quale condivide numerose funzioni, tra cui la più nota è quella antianemica, l’acido folico è una delle due vitamine di più recente scoperta.

Biotina

La biotina è una vitamina idrosolubile appartenente al gruppo vitaminico B; si tratta in realtà di un coenzima (coenzima R) senza il quale determinati enzimi carbossilasi non riuscirebbero a svolgere adeguatamente le loro funzioni; tali enzimi infatti sono coinvolti nella via biosintetica degli acidi grassi, nella gluconeogenesi, nel catabolismo degli aminoacidi e in quello degli acidi grassi che hanno un numero di carboni dispari e nel catabolismo della leucina. Alcuni studi recenti hanno inoltre messo in evidenza che la biotina è una sostanza necessaria anche per altri processi cellulari come per esempio la replicazione del DNA. L’organismo umano non è in grado di sintetizzare la biotina e la sua assunzione avviene principalmente per via alimentare e, in minima parte, grazie alla sintesi effettuata dalla flora batterica intestinale. Le fonti migliori di biotina sono senza dubbio le verdure, la carne, i legumi e il lievito di birra. La carenza di biotina è un evento estremamente raro; le sue manifestazioni principali avvengono a carico della cute che tende a desquamarsi. Carenze di tipo primario sono descritte in letteratura solamente in soggetti che venivano alimentati in modo esclusivo per via parenterale; carenze di tipo secondario possono essere invece dovute a problemi di tipo funzionale oppure a difetti a livello dei meccanismi di assorbimento. Carenze di tipo secondario sono state poi osservate nei consumatori di notevoli quantità di uova crude; questo perche l’albume contiene una glicoproteina (avidina) che inibisce l’assorbimento della biotina. Non sono noti effetti tossici da sovradosaggio.

Cromo picolinato

Il cromo è un importante minerale traccia, essenziale per il corpo umano. I processi di raffinazione degli alimenti ne hanno impoverito i contenuti, giustificandone, per gli atleti, l’assunzione come integratore. La carenza di questo metallo comporta squilibri nel metabolismo, che causano: soprappeso, iperglicemia, diminuzione della sensibilità all’insulina e minor resistenza alle infezioni. Per gli sportivi, il cromo è utile in quanto ne favorisce la crescita muscolare (incrementando l’entrata degli aminoacidi nelle cellule muscolari, migliorando l’assorbimento nei tessuti del glucosio plasmatico, favorendo l’immagazzinamento del glicogeno) e ne aumenta la resistenza alla fatica. Il cromo picolinato puo essere utilizzato nei programmi di riduzione o di mantenimento del peso corporeo, associato ad un adeguato regime dietetico e all’esercizio fisico, perchè: causa un calo del senso di fame (regolarizza la glicemia), provoca un aumento della velocità del metabolismo, conserva la massa muscolare.

Selenio proteinato

Il selenio è un minerale essenziale presente nell’organismo in quantità abbastanza ridotte. Le sue proprietà fisiche sono molto simili a quelle dello zolfo. Il selenio è una delle sostanze che rivestono un ruolo di spicco per ciò che concerne la prevenzione di molte malattie tra le quali: il cancro, l’arteriosclerosi, l’infarto, la cirrosi epatica, l’artrite e l’enfisema. Il contenuto di selenio presente nel cibo dipende dalla misura in cui il minerale è presente nel suolo, cioè direttamente nel caso di piante alimentari o indirettamente nel caso di prodotti animali i cui livelli di selenio derivano dal mangime. Gli alimenti più ricchi di selenio sono: il lievito di birra, le carni (muscolo e interiora), pesci e frutti di mare, cereali, noci brasiliane, broccoli, cavoli, cetrioli, ravanelli, aglio, cipolle, lieviti, melasse e derivati del latte. Il minerale esiste sotto forma di selenite di sodio inorganico, selenato di sodio e selenio organico. Il selenio è in grado di agire sia da solo che in sinergia con gli enzimi. E’ un antiossidante naturale che espleta un ruolo di protezione nei confronti dei radicali liberi e preserva l’elasticità dei tessuti che fisiologicamente tendono a perderla per via dell’invecchiamento. Il selenio svolge questa sua funzione ritardando l’ossidazione degli acidi grassi polinsaturi che influiscono sui cambiamenti della produzione e dei recettori ormonali. Tutte le malattie legate all’invecchiamento sono influenzate quindi, dall’azione svolta dal selenio; l’assunzione di dosi equilibrate di selenio è fondamentale quindi per il benessere fisico e ad una maggiore durata della vita. Il selenio sostiene inoltre le cellule deputate alla produzione di energia, tra cui quelle del cuore, dando loro un giusto apporto di ossigeno; fondamentale inoltre, per la produzione della prostaglandina, sostanza che regola la pressione del sangue.

Vitamina B12

Il termine vitamina B12 identifica un gruppo di sostanze organiche chimicamente affini, contenenti cobalto e per questo note come cobalamine. La cianocobalamina, termine con cui si identifica comunemente la vitamina B12, è presente in quantità ridotte nell’organismo. Una sua carenza induce una malattia nota come anemia perniciosa, caratterizzata da alterazioni del tessuto emopoietico, disturbi digestivi e sindromi neurologiche. A differenza delle comuni anemie sideropeniche (da carenza di ferro), questa malattia è dovuta non tanto alla carenza del minerale, quanto alla penuria di eritrociti. Il complesso vitaminico B12 riveste infatti un ruolo cruciale per la sintesi di globuli rossi da parte del midollo osseo. Il fabbisogno quotidiano di vitamina B12 è veramente modesto, ma comunque essenziale. Il fabbisogno aumenta leggermente durante la gravidanza e l’allattamento. Le fonti di vitamina B12 sono essenzialmente di origine animale (fegato, latte e derivati, carne di manzo, uova); per questo motivo i rischi di carenza sono più concreti nei vegetariani.

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