Ingredienti Boswellia (Boswellia serrata Roxb. ex Colebr.) resina e.s. tit. al 65% in acidi boswellici, mirra [Commiphora myrrha (Nees) Engl.] resina polvere, curcuma (Curcuma longa L.) rizomi e.s. tit. al 95% in curcuminoidi, ippocastano (Aesculus hippocastanum L.) corteccia e.s. tit. al 15% in escina, bromelina; agente di carica: cellulosa microcristallina; agenti antiagglomeranti: biossido di silicio, sali di magnesio degli acidi grassi.
Caratteristiche nutrizionali
| Componenti |
per dose giornaliera pari a 3 compresse |
Boswellia resina e.s. 65% app. di acidi boswellici |
450 mg 292,6 mg |
| Mirra resina polvere |
450 mg |
Curcuma rizomi e.s. 96% app. di curcuminoidi |
460 mg 427,5 mg |
Ippocastano corteccia e.s. 16% app. di escina |
160 mg 22,5 mg |
| Bromelina |
120 mg |
Modalità d'uso Una compressa tre volte al dì da deglutire con un abbondante sorso d'acqua.
Avvertenze Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni di età. Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
In caso di alterazioni della funzione epatica, biliare o di calcolosi delle vie biliari, l'uso del prodotto è sconsigliato. Non usare in gravidanza e allattamento. Non utilizzare per periodi prolungati senza consultare il medico. Se si stanno assumendo farmaci, è opportuno sentire il parere del medico.
Boswellia (Boswellia serrata Roxb. ex Colebr.) resina
Arbusto o piccolo albero appartenente alla stessa famiglia degli alberi che producono mirra, è l’essudato della corteccia che si raccoglie mediante delle incisioni su quest’ultima; il liquido che ne fuoriesce si solidifica sui rami o cade sul terreno in gocce o in masse. E’ originaria della regione del Mar Rosso ma cresce anche nell’Africa Nord-Orientale. I suoi principi attivi sono caratterizzati da: 60-70% di resina composta di acido 3-acetil-b-boswellico e acido a-boswellico; olio volatile; bassorino; sostanze amare; composti ossigenati. E’ usata da millenni nella tradizione indiana, dove è chiamata Salai guggal, con vasta gamma d’impieghi. Le sperimentazioni di laboratorio e i numerosi studi condotti nell’arco degli ultimi venti anni ne hanno convalidato l’uso come efficace antinfiammatorio; ultimamente viene studiata la sua azione nel campo delle epatopatie, nella colite ulcerosa e per alcune forme tumorali. La Boswellia svolge azione antinfiammatoria inibendo la sintesi delle lipossigenasi (sostanze proinfiammatorie), diminuisce l’infiltrazione dei leucociti e la permeabilità capillare. Possiede proprietà analgesiche e rallenta l’erosione delle superfici articolari nelle artropatie. Un gruppo di reumatologi tedeschi e indiani ha condotto uno studio importante, su una casistica molto ampia, sull’effetto terapeutico di un estratto di Boswellia: è risultato efficace e di buona tollerabilità.
Mirra (Commiphora myrrha (Nees) Engl.) resina
La Mirra è una resina ricavata dall’albero Commiphora, veniva usata nelle cerimonie religiose; gli Egizi la impiegavano nella procedura dell’imbalsamazione, mentre per i popoli ebraici rappresenta un olio che favorisce l’espiazione dei peccati. Spiccate sono le sue proprietà farmacologiche: antinfiammatoria, analgesica e disinfettante. L’uso della Mirra è molto diffuso nella medicina orientale, preparati a base di Mirra vengono infatti prescritti in caso di tosse, asma, bronchite, artrite, reumatismi, ulcere, traumi, anemia, piorrea. E’ noto infatti, che promuove la crescita di nuovi tessuti, cicatrizza piaghe e ferite, placa il dolore. Usata fin dall’antichità per prevenire l’invecchiamento e ringiovanire il corpo e la mente, vanta un utilizzo specifico in caso di malattie della pelle. Ma, oggi, la Mirra può essere usata come anti-colesterolo. Questo è il risultato di una ricerca della King Abdul-Aziz University (Arabia Saudita), diretta dalla dottoressa Nadia Saleh e pubblicata dal “International Journal of Food Safety, Nutrition and Public Health”. Il team della dottoressa Saleh ha lavorato con alcune cavie di laboratorio, cui è stato somministrato un composto, formato da Mirra e altri vegetali. Le analisi successive hanno mostrato come, nell’organismo dei roditori, vi fosse una diminuzione del colesterolo cattivo (LDL) e un aumento del colesterolo buono (HDL).
Curcuma (Curcuma longa L.) rizomi
Erba perenne alta circa 1 metro, appartenente alla stessa famiglia dello Zenzero caratterizzata da un grosso rizoma da cui si dipartono foglie grandi. E’ originaria dell’Asia meridionale e coltivata in India, Cina, Indonesia. La droga è costituita dal rizoma bollito, asciugato ed essiccato al sole e poi raffinato. I principi attivi sono: olio volatile comprendente turmerone, chetoni sesquiterpenici; pigmenti tra cui curcumina e monodesmetossicurcumina; proteine, amido e olio grasso. L’attività antinfiammatoria della Curcuma venne dimostrata per la prima volta nel 1971, successivamente è stata studiata per le sue capacità antiossidanti, immunostimolanti e antitumorali. L’estratto esanico di Curcuma e due sue frazioni, somministrate per via intramuscolare, hanno evidenziato un’attività antinfiammatoria significativa nei confronti dell’idrocortisone e del fenilbutazone. Le proprietà antinfiammatorie sono dovute alla presenza di curcumina, principio attivo della pianta, in grado di agire sia nella fase acuta dell’infiammazione, sia in quella cronica. La curcumina, inoltre, diminuisce l’attività delle ciclossigenasi e blocca le lipossigenasi. E’ stato condotto uno studio in doppio cieco con un preparato costituito da Curcuma, Boswellia carteri Birdw. e Withania somnifera Dunal. Il trattamento ha prodotto una significativa riduzione del dolore e della limitazione funzionale delle articolazioni infiammate senza, per altro, manifestazione di effetti collaterali.
Ippocastano (Aesculus hippocastanum L.) corteccia
Le preparazioni a base di Ippocastano ed escina sono di largo e convalidato uso nelle patologie di tipo vascolare e tanti sono gli studi che ne comprovano l’efficacia in relazione ad un’azione antinfiammatoria, antiedemigena, sulla diminuzione della permeabilità e nella fragilità capillare. I principi attivi sono rappresentati da saponine, composti flavonici, flavonoidi, cumarine, proantocianidoli. E’ stato dimostrato che la somministrazione di una dose al giorno di Ippocastano riduce l’attività degli enzimi degradanti i proteoglicani. Considerato che la concentrazione di tali enzimi è notevolmente aumentata in pazienti affetti da turbe vascolari, tale effetto è sicuramente di grande utilità nell’assicurare la coesione della parete vascolare. L’escina, contenuta nelle saponine, svolge azione antinfiammatoria, antiedemigena, aumenta il tono vascolare normalizzando la permeabilità della parete vascolare; essa è surrenalodipendente, aumenta infatti la concentrazione dell’ACTH plasmatico. L’esculoside, glucoside cumarinico, inibisce la lipossigenasi e la ciclossigenasi svolgendo forte azione antiflogistica e analgesica. Le attività principali sono dunque antiedemigene, astringenti, decongestionanti, flebotoniche, antinfiammatorie. L’impiego terapeutico è elettivo per l’insufficienza veno-linfatica, la fragilità capillare, le emorroidi, gli edemi postoperatori e la cellulite.
Bromelina
Il termine bromelina (o bromelaina) è un appellativo generico con il quale si fa riferimento a due enzimi proteolitici estratti dall’Ananas, una pianta della famiglia delle Bromeliacee, originaria dell’America meridionale. La prima forma di bromelina è stata individuata nel frutto dell’Ananas, mentre la seconda è stata individuata nel gambo; visto che nel gambo la bromelina risulta essere presente in concentrazioni maggiori, la bromelina presente in commercio viene generalmente estratta da quest’ultima fonte. Oltre all’attività proteolitica, a tali enzimi fanno capo diversi altri effetti: antiedemigeni, antinfiammatori e antitrombotici. Diversi studi scientifici inoltre hanno messo in rilievo che nell’uomo la bromelina si è dimostrata capace di controllare i fenomeni infiammatori, gli edemi post-traumatici e post-infiammatori e di accelerare il riassorbimento degli stravasi emorragici. La bromelina per le sue caratteristiche farmacologiche è divenuta una delle sostanze base per la produzione di una serie di farmaci antinfiammatori. L’assenza assoluta di tossicità e la grande valenza terapeutica rendono pertanto il gambo dell’Ananas uno dei prodotti di elezione nella cura di tutti gli stati infiammatori localizzati.