LINFAVENIX
Indicazioni ministeriali per gli aspetti fisiologici: Preparato in crema a base di estratti vegetali associati e combinati in giusta proporzione per favorire la circolazione venosa.
Modalità d'uso
Un’applicazione mattina e sera, ed al bisogno; possibilmente da conservare in frigo ed applicare fresca.
Avvertenze
Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni.
Componenti
Aesculus hyppocastanum l. semi ippocastano; hamamelis virginiana l. foglie amamelide; hydrocotyle asiatica l. parti aeree centella asiatica; ginkgo biloba l. foglie ginkgo; cupressus sempervirens l. bacche cipresso; polygonum hydropiper l. pianta intera pepe d’acqua; manganese-cobalto oligoelementi; fluoro oligoelemento; magnesio oligoelemento.
Associazioni: Linfavenix gtt, Linfavenix cps, Linea Antiaging
Formato
Tubo da 100 ml.
Ippocastano (Aesculus hippocastanum L.) semi
Le preparazioni a base di Ippocastano ed escina sono di largo e convalidato uso nelle patologie di tipo vascolare e tanti sono gli studi che ne comprovano l’efficacia in relazione ad un’azione antinfiammatoria, antiedemigena, sulla diminuzione della permeabilità e nella fragilità capillare. I principi attivi sono rappresentati da saponine, composti flavonici, flavonoidi, cumarine, proantocianidoli. È stato dimostrato che la somministrazione di una dose al giorno di Ippocastano riduce l’attività degli enzimi degradanti i proteoglicani. Considerato che la concentrazione di tali enzimi è notevolmente aumentata in pazienti affetti da turbe vascolari e varici, tale effetto è sicuramente di grande utilità nell’assicurare la coesione della parete vascolare. L’escina, contenuta nelle saponine, svolge azione antinfiammatoria, antiedemigena, aumenta il tono vascolare normalizzando la permeabilità della parete vascolare; essa è surrenalo-dipendente, aumenta infatti la concentrazione dell’ACTH plasmatico. L’esculoside, glucoside cumarinico, inibisce la lipossigenasi e la ciclossigenasi svolgendo forte azione antiflogistica ed analgesica. Le attività principali sono dunque antiedemigene, astringenti, decongestionanti, flebotoniche, antinfiammatorie. L’impiego terapeutico è elettivo per l’insufficienza veno-linfatica, la fragilità capillare, le emorroidi, gli edemi postoperatori e la cellulite.
Amamelide (Hamamelis virginiana L.) foglie
Arbusto originario della Virginia, venne introdotto in Europa nel 1736 da Collinson. Cresce nell’America settentrionale, in alcune zone dell’Asia e viene ampiamente coltivata anche in Europa. Il suo nome popolare “nocciolo della strega” è dovuto al fatto che veniva usata per fabbricare scope e quindi anche quelle delle streghe. La droga è rappresentata dalle foglie. I suoi principali costituenti sono: tannini (gallotannini, catechine, proantocianidine), flavonoidi (quercetina, campfenolo, miricetina), olio essenziale, colina. L’azione svolta è di tipo astringente, antiflogistica, emostatica e vasocostrittrice. Viene impiegata soprattutto per la cura delle flebiti, varici, emorroidi e comunque problematiche di tipo flebo linfatiche.
Centella (Centella asiatica L.) parti aeree
Pianta esotica, originaria del Madagascar, molto diffusa anche in India, Cina, Indonesia, Sri Lanka, Australia, Africa meridionale, Hawaii. Cresce in luoghi acquitrinosi, sulle rocce umide. È denominata anche erba della tigre. La parte utilizzata è rappresentata dalle foglie fresche o essiccate. I principi attivi, in essa contenuti, sono rappresentati da un olio essenziale, steroli, flavonoidi, poliine, saponine triterpeniche. L’azione principale la svolge in senso cicatrizzante e nel migliorare il trofismo vascolo-connettivale. L’impiego clinico principale è nell’insufficienza venosa, nelle ferite, ulcere, cellulite. Essa stimola la sintesi di collagene, modula la crescita dei fibroblasti evitando una proliferazione eccessiva e quindi rischio di cicatrici ipertrofiche e cheloidi. L’azione trofica viene svolta dalla frazione triterpenica che va a fissare due amminoacidi fondamentali nella struttura del collagene, alanina e prolina. L’importanza dell’alterazione del trofismo vascoloconnettivale nella cellulite e l’azione specifica di questa pianta sul problema stesso ne fa un elemento terapeutico importante.
Ginkgo (Ginkgo biloba L.) foglie
É conosciuto in Italia come albero di Capelvenere. Unico elemento del gruppo botanico delle Ginkgoacee, è rimasto biologicamente immutato da 150 milioni di anni, Darwin infatti lo definì fossile vivente. L’estratto delle foglie essiccate di questa pianta viene usato in Cina da tempo immemorabile. Studi condotti in occidente negli ultimi anni hanno confermato le preziose virtù di questa pianta. I principi attivi sono rappresentati da glucosidi flavonici e da lattoni terpenici. Il meccanismo d’azione si esplica attraverso un’antagonizzazione del PAF platelet activating factor, mediatore fosfolipidico che interviene nei processi di aggregazione piastrinica e nella formazione dei trombi. Sono state dimostrate anche proprietà antiossidanti, di vasoregolazione, cardioprotezione, nonché una significativa riduzione della viscosità del sangue ed un aumento della deformabilità dei globuli rossi. Per tali motivi l’impiego terapeutico maggiore avviene, dal punto di vista angiologico, nelle arteriopatie degli arti inferiori.
Cipresso (Cupressus sempervirens L.) bacche
I principi attivi di questa pianta sono rappresentati da un olio essenziale molto ricco in principi attivi, proantocianidoli, acidi diterpenici, tannini, bisflavoni. L’attività principale è di tipo astringente e vasocostrittrice. L’impiego clinico avviene nelle flebopatie degli arti inferiori, varici, emorroidi, turbe vascolari della menopausa, nelle metrorragie. È stato dimostrato come i proantocianidoli inibiscano, in vitro, l’enzima di conversione dell’angiotensina I. Questi stessi principi stabilizzano il collagene ed inibiscono l’attività dell’elastasi, quella tripsica ed alfa-chimotripsica.
Pepe d’acqua (Polygonum hydropiper L.) pianta intera
Cresce nei luoghi umidi delle zone montane inferiori dell’Europa, Asia centrale, America settentrionale, cresce in luoghi umidi. La droga è costituita dalla pianta intera fiorita. I suoi principi attivi sono: tannini catechici, olio essenziale (terpeni, aldeidi sesquiterpenici, chetoni, esteri), flavonoidi, sesquiterpeni drimanici, curarine, sostanze amare, tracce di alcaloidi. L’attività principale è di tipo vasocostrittrice per cui l’impiego clinico è prevalente nelle meno e metrorragie, nelle emorragie emorroidarie e nelle varici.